quando muore un padre

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Posted On 27 Aprile 2019

La sua eredità ai figli non furono parole o possedimenti, ma un tesoro inespresso, il tesoro delle sue azioni come uomo e come padre.

Will Rogers Jr.

Quando cresciamo, i nostri padri, nel bene e nel male, sono il nostro esempio di cosa significa essere un uomo. Anche per chi cresce senza un padre, in questo caso, con la sua assenza.

E’ quindi naturale che la morte di un padre, per un uomo, è un evento doloroso e pieno di significato.

Molti uomini che hanno subito la perdita di un padre, la descrivono come una perdita che non ha eguali.

Molti dicono che il dolore successivo alla morte è stato diverso da quello di altre perdite. e spesso pensano che solo altri uomini che hanno perso il loro padre possono capirli.

E’ di questa unicità, così come degli effetti a breve e lungo termine, di cui vi voglio parlare oggi.

Nel loro libro: When Your Father Dies: How a Man Deals with the Loss of His Father by Dave VeermanDave Veerman e Bruce Barton intervistano 60 uomini, con vite differenti, che hanno perso il padre. Anche se ogni storia è unica, i due autori riescono ad estrarre quei fattori comuni a tutti.

vulnerabilità

Quando nostro padre muore, spesso perdiamo molto di più che la semplice figura di padre. Spesso rimaniamo sorpresi da come mai il mondo non si ferma dopo la sua morte. I figli sono molto coscienti di questa perdita, e quando il mondo intorno a noi continua a girare ci sentiamo soli nel dolore e non riusciamo a capire perché gli altri non si fermano.

Molti uomini sperimentano la sensazione di essere orfani, anche se la madre è ancora in vita, proprio a causa di questo sentimento di solitudine. Questo senso di vulnerabilità è supportato dal fatto che per molti di noi questa figura ci ha fatto da scudo.

Sapevamo che potevamo contare su papà per un aiuto quando le cose girano male.

Con la mancanza di un padre, un figlio non sa a chi deve rivolgersi in caso di crisi. E questo è vero anche per quelli che hanno avuto una relazione negativa (o non esistente) con il loro padre.

consapevolezza della mortalità

Viviamo in una cultura che preferisce negare ed evitare la realtà della morte. Ma quando vi muore un genitore, realizzate che la vita ha una fine e che un giorno anche voi morirete. Questa realizzazione arriva ogni volta che muore qualcuno, ma è più potente quando a morire sono i padri.

Questo perché molti uomini vedono il padre come una piccola parte di se stessi, e quando muoiono, questa parte di noi muore con loro.

Il figlio sa che non vedrà mai più (almeno in questa vita) il padre, e quando anche lui morirà sarà la parola fine.

Qualcuno potrebbe dire:” E allora? La morte è un fatto oggettivo, perché perdere una persona in particolare rende questo evento più spaventevole?”

Il problema sta nell’illusione del controllo. Noi uomini agiamo tutti nell’assunzione (presunzione) di essere al comando del nostro destino, di essere in controllo. In molti casi, questo può anche corrispondere al vero, ma quando arriva la morte, non è più così.

Questo lascia il figlio piangere non solo il padre, ma anche la nuova consapevolezza di mortalità e impotenza.

perdita di pubblico

Una classica immagine, il figlio che fa sport e il padre sugli spalti che lo incoraggia. Questa dinamica tra padre e figlio non è legata solo allo sport, ma anche ad altri ambiti della vita di un figlio.

Spesso un figlio fa di tutto per far piacere al padre, e lui è una di quelle poche persone con cui puoi vantarti. Portiamo volentieri a casa i nostri trofei o bei voti da mostrare orgogliosi a papà. E questa dinamica si estende nell’età adulta con i successi scolastici, la carriera, o la famiglia.

Quando se ne va un padre, è come se tutto il tuo pubblico sparisce. Per i figli che a loro volta hanno figli, la perdita comporta il fatto di non poter mostrare i progressi del nipote al nonno. Per non parlare del fatto che non si sa a chi chiedere consigli su come fare il padre.

Per gli uomini il cui padre è stato assente o distante questa assenza di pubblico è iniziata molto prima. Ed ora, con la morte del padre, la perdita è doppia perché sa che non c’è più la possibilità di risanare il rapporto.

nuove responsabilità

Molte volte, la perdita del padre è un una specie di rito di passaggio, anche se doloroso. Questo perché per molti uomini, l’eredità ricevuta, non è in termini di possedimenti, ma di nuove responsabilità.

Per molti uomini, non importa a che età perdono il padre, percepiscono di crescere, di diventare più adulti. La mancanza del padre lascia un vuoto nella famiglia, e spesso i figli maschi sentono il dovere di sostituire quella figura.

E se il padre è stata una figura importante e carismatica nel suo ruolo, capita che un figlio non si senta in grado di essere all’altezza del nuovo compito.

Se la mamma è ancora viva, il modo più semplice per riempire questo senso di responsabilità è prendersi cura di lei. Nel caso migliore, questo aiuta alla crescita del figlio, ad avvicinare il resto della famiglia. Ma non sempre è così.

Può capitare che gli altri membri della famiglia rifiutino di dare le redini della famiglia al figlio, magari c’è la sorella che tenta la stessa strada. Il caso peggiore è che questo porti alla disintegrazione della famiglia.

Per gli uomini col padre assente, questa nuova responsabilità può sembrare spaventosa. Questi figli non vogliono avere lo stesso ruolo disfunzionale del padre e sentono una forte pressione sulle spalle. 

una lunga ombra

Mentre si cresce, un uomo impara molte cose dal padre che gli ha fa da mentore ed insegnante. Sa che deve fare le cose alla sua maniera, sia perché ha più esperienza, sia perché è meglio non disubbidire troppo.

I figli cercano sempre l’approvazione del padre e auspicano per un semplice “ben fatto”. Questo desiderio di approvazione ci segue anche nell’età adulta e non sparisce neanche dopo la morte del genitore.

 I figli sentiranno sempre la presenza del padre ogni volta che faranno qualcosa che lui gli ha insegnato, che visiteranno un posto a lui associato, o se useranno qualcosa di suo.

Per quanto riguarda le cose del padre, spesso i figli evitano di buttarle o di modificarle, per paura di una disapprovazione. E lo stesso vale se tentano di fare qualcosa che non sia nel modo in cui il padre glielo ha insegnato.

“Papà ne sarebbe fiero?” La lunga ombra dell’approvazione del padre va ben oltre la sua morte.

l’eredità di nostro padre

Mentre il figlio è ancora in lutto dovrà confrontarsi con l’eredità lasciatagli dal padre. Molti si guarderanno indietro, non solo al padre, ma anche ai nonni e bisnonni per capire come queste figure li hanno influenzati.

Alcuni ricorderanno felicemente persone di valore e con carattere e cercheranno di emularli.

Altri guarderanno indietro ad una catena di fallimenti, difetti, colpe. Contenti di lasciare tutto alle spalle. Ma anche quest’ultimi cercano qualcosa di positivo, pur minimo, su cui potersi aggrappare nei momenti di bisogno.

Per quelli che hanno dei figli, questo è il momento in cui capiscono che anche loro sono un pezzo della catena. E che un giorno passeranno la loro eredità ai figli.

Molti vengono ispirati da questi sentimenti nel cercare di creare un forte legame con i propri figli, per aiutarli nel sentirsi meglio quando sarà il loro turno.

Tutto quello che abbiamo visto fino ad ora sono situazioni e sentimenti tipici di uomini che hanno perso il padre. Capirli può essere importante nel processo di guarigione, ma non è così semplice catturare l’unicità di queste esperienze, specie essendo altrui.

Per ogni lettore che è un figlio che ha perso il padre, ti incoraggio a fare due cose.

La prima è che ti incoraggio a continuare a soffrire. Per quanto suoni strano, vorrei che capissi il dolore che stai sentendo per rinascere poi come un uomo migliore.

Secondo, ti incoraggio a cercare altri uomini nella tua stessa situazione.

 

Passo la parola a te, qui nei commenti. Raccontaci di te, di tuo padre. Condividere fa bene, aiuta ad alleviare un pò il dolore.

Written by Simone

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1 commento

  1. verando stifano

    non riesco ad accettare mio padre e la morte e scomparsa definitiva tanto che sto dedicandomi alla ibernazione e criopreservazione per il successivo risveglio in futuro

    Rispondi

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